Qualità etica e sostenibilità

Intervista a Paolo Dall’Igna

Come al solito, di getto: nome, età, dove sei nato.

Paolo Dall’Igna, 57 anni, Thiene, Vicenza.

Da quanto tempo lavori da Ercole?

Lavoro in Ercole dal 3 dicembre 2007.

Paolo al reparto nautica del negozio.

Come vivi il tuo rapporto con l’aria aperta? Che attività outdoor pratichi?

Il mio rapporto con la natura è di simbiosi. Non potrei assolutamente farne a meno, è una parte essenziale del mio essere. Per me, le camminate in montagna, o in riva al mare, sono momenti di profonda rigenerazione. La mia attività preferita è il tiro con l’arco, che pratico solamente all’aperto, su percorsi concepiti nei boschi o nelle pinete, simulando l’ambiente di caccia; con la differenza che gli animali sono sintetici. E poi la bici, che per me è solo MTB, e quindi fuori strada; non amo il traffico e la confusione, quindi cerco la pace della natura. In fine, quando posso esco in barca a vela, e anche qui il contatto con madre natura è molto forte.

Di cosa ti occupi in negozio?

In negozio seguo il reparto dedicato agli sport nautici e la ricambistica camper e caravan, oltre a tutto ciò che riguarda l’elettronica outdoor.

Come hai visto cambiare l’approccio del cliente negli ultimi anni?

L’approccio del cliente negli ultimi anni secondo me è migliorato, è molto più informato e attento alle spiegazioni, ed è in grado di distinguere la qualità del prodotto. Naturalmente da parte nostra ci deve essere più attenzione ed altrettanta formazione, in una parola: professionalità.

Quali brand tratta il tuo reparto e in che modo li selezioni? 

Per quanto riguarda la nautica, il nostro fornitore più grosso di accessoristica è Osculati, mentre per canoe e Sup abbiamo Bic Sport e Jbay.

Per l’accessoristica camper ne teniamo moltissimi. Dai più conosciuti come Fiamma, Thetford, Dometic, Thule o Truma, a marchi emergenti come Mestic o GoalZero, che forse sono più conosciuti all’estero. La selezione segue la nostra linea aziendale, che è condivisa da tutti noi, ossia etica e sostenibilità. E forse è solo un caso (o forse no) ma le aziende che seguono questa filosofia hanno anche un personale con uno spiccato senso di aggregazione, e con cui è più facile lavorare.

Il prodotto che ti ha stupito di più nell’ultimo anno?

Nel nostro settore, negli ultimi anni l’innovazione è esplosa. Ci sono molti prodotti che ci hanno stupiti, da cose molto semplici a vere e proprie rivoluzioni. Ma per quest’anno il mio prodotto preferito è sciuramente GoalZero con le sue soluzioni per immagazzinare energia in sicurezza. Per chi vive all’aperto è importante perché può passare dal poter semplicemente ricaricare il GPS o la batteria della fotocamera, a rifornire di energia un campo base, con illuminazione frigoriferi e le tante diavolerie elettroniche che ormai fanno parte della nostra vita anche all’aria aperta.

Su cosa vorreste puntare come negozio?

Sicuramente il nostro target è già definito, a costo di essere ripetitivo direi qualità etica e sostenibilità. Vorrei lavorare in un posto che venga riconosciuto non tanto come mera attività commerciale, ma come punto di riferimento per chiunque ami la vita all’aria aperta.

Come ti piacerebbe vedere crescere ERCOLE nei prossimi anni?

Ercole sta già crescendo molto. La nostra ditta è in un momento di forte espansione e al di là del fatturato necessario ad andare avanti, vedo crescere soprattutto una squadra con pensieri e visioni del futuro molto simili. Ritengo che sarà questa la nostra arma vincente.

E come ti piacerebbe veder crescere il cliente nei prossimi anni?

Per quanto possiamo impegnarci, non potremmo mai raggiungere la conoscenza specifica di un prodotto come chi lo utilizza tutti i giorni. Quindi l’ideale sarebbe creare un network, in cui ricevere i feedback dei clienti, non tanto per danneggiare o criticare qualcosa o qualcuno come succede ora, ma per trovare la migliore soluzione ad un problema.

Grazie Paolo. Se avete domande passate a trovarlo in negozio o scrivetegli cliccando QUI.
Noi ci vediamo sui sentieri.

Avvicinarsi al SUP (Stand Up Paddle)

IL SUP RACCONTATO DA CHI LO HA SCOPERTO PER CASO

Non sapevo cosa fosse un SUP, ci sono salita quasi per caso e con un po’ di timore durante una prova organizzata dal negozio.
Mi hanno agevolata le acque calme della location e le poche ma fondamentali indicazioni di Erika Barausse che mi ha permesso subito di sentirmi sicura e in equilibrio fin da subito sulla tavola.

È immediatamente scattato qualcosa che all’inizio credevo fosse solo curiosità così ho deciso di togliermela noleggiando una tavola per il fine settimana, non contenta l’ho noleggiata per la settimana di ferie ed infine non ho resistito alla tentazione di acquistare un SUP tutto mio.

Da quel giorno la mia palestra, il mio yoga, la mia farmacia sono il mare. Ci ha guadagnato la muscolatura, la testa, l’abbronzatura e soprattutto l’umore.

Tutto questo accade puntualmente effettuando pochissime mosse che ora descriverò per chi, come me allora, non sa nulla del SUP e pensa che sia uno sport troppo difficile.

Arrivo al mare la mattina (qualche volta al lago o al fiume) scarico lo zaino che contiene tutto quello che mi serve e mi dirigo verso il mare, se devo fare un po’ di strada per raggiungere la spiaggia il peso dello zaino non grava sulla schiena.

 


Apri le foto per leggere le descrizioni

A questo punto a seconda del tempo, dalla marea e della mia ispirazione decido se trascorrere ore in serenità e riposo (magari in compagnia dato che ho scelto un SUP in cui si può stare comodamente in due) o se sfidare le onde o solo me stessa percorrendo qualche chilometro, sempre nel rispetto della mia forma fisica e della voglia.

Al ritorno in 5 minuti è di nuovo tutto nello zaino, se ho fatto in tempo ad asciugare il SUP sono a posto fino alla prossima uscita se invece non c’é stato il tempo a casa dovrò aprirlo, nessun altro onere!

Come neofita ho molto apprezzato la comodità del paddle gonfiabile, a tal proposito bisogna dire che scegliendo un discreto prodotto ci si avvicina ormai tanto alle ottime caratteristiche dei SUP rigidi, ho una piccola utilitaria e contenere tutto in uno zaino mi permette di non dover mai rinunciare alla possibilità di fare qualche pagaiata.un giro in compagnia

Altri amici si sono avvicinati a questo sport provando il mio ed è bello uscire in compagnia, siamo tutti appassionati con competenze di base che ci permettono di divertirci, stare bene e fare anche un po’ di movimento.

Se non si decide di intraprendere una carriera agonistica non servono particolari competenze o una grande preparazione fisica per iniziare, io ad esempio ho imparato “l’equilibrio” col SUP ed ora sono letteralmente incollata alla tavola, spesso decido di scendere per rinfrescarmi perché non cado mai in acqua!
In quelle occasioni magari percorro delle tratte a nuoto tanto grazie al leash il SUP e tutto quello che c’é sopra (in una sacca impermeabile posso avere gli abiti, le chiavi della macchina, lo smartphone, la crema solare) vengono con me.

usi-alternativiDopo un bel giro in acqua, se il terreno non rischia di rovinare la tavola io lo utilizzo per prendere il sole, magari sollevata dalla sabbia o come piano sul quale mangiare, in famiglia qualcuno ne fa anche usi più alternativi…
Non rinuncio al SUP nemmeno in autunno e in primavera, con una muta adeguata esco in ogni stagione dell’anno e posso apprezzare la pace del mare, del fiume o del lago fuori stagione ed il suo panorama mozzafiato.”

Se vuoi saperne qualcosa di più puoi, soprattutto dei modelli e delle diverse caratteristiche puoi rivolgerti a Paolo del reparto nautica scrivendogli una mail.