Scegliere il sacco a pelo

Se entrate in negozio, vi lasciate a sinistra il reparto montagna e girate a sinistra verso i reparti campeggio, sport acquatici e camper/caravan, superato il corridoio alla vostra sinistra troverete i sacchi a pelo. Potrebbero sembrare in un angolo, ma in verità sono al centro del negozio: se scalate, sciate, correte, viaggiate in bicicletta, fate escursionismo, andate a vela, viaggiate in caravan, andate agli scout o dormite in spiaggia con gli amici, se volete farlo per più di 24 ore dovrete dormire. E il sacco a pelo è la soluzione migliore per farlo.

Il sacco a pelo è un oggetto magico che nessuno ha voglia di comprare: non ha l’appeal di una bella piccozza o di un paio di sci (anche se spesso costa quanto questi ultimi), ma se non ce l’avete non andate da nessuna parte. Ciononostante, ognuna delle attività sopra elencate ha delle esigenze diverse, motivo per cui in negozio vi offriamo un’ampia scelta di sacchi di brand diversi. Che ovviamente è un valore aggiunto, ma a meno che non abbiate confidenza con questo prodotto, avrete bisogno di una dritta per capire quale fa più al caso vostro. Per questa ragione abbiamo deciso di scrivere questo articolo, ricordandovi sempre che in negozio ci sono professionisti che capiscono subito di cosa avete bisogno, proponendovi la cosa più vicina alle vostre reali necessità

Umido ma non troppo su una scogliera del nord della California
Umido ma non troppo su una scogliera del nord della California

Non solo, il sacco a pelo è anche una cosa dal sapore ancestrale, che per un momento ci dà (l’illusoria) impressione di non essere più stanziali, e di essere tornati indietro di migliaia di anni ai tempi dei pastori raccoglitori. Naturalmente non è così, ma di sicuro ristabilisce un rapporto con il «là fuori» (gli inglesi lo chiamano out-there), facendoci dimenticare la necessità di infrastrutture inutili sulle nostre montagne.

Ma bando alle ciance, e vediamo di darvi un paio di dritte:

  1. Specificità vs versatilità

Come dicevamo, ogni sacco ha delle caratteristiche precise. Queste sono legate al peso, alla comprimibilità, alla temperatura di comfort, alla capacità di isolarvi dall’umidità. Le vedremo una ad una più avanti, ma in linea generale, tutte queste caratteristiche si riassumono semplicemente in un sacco a pelo di qualità, e grosso modo vanno tutte di pari passo: è molto difficile trovare un sacco a pelo caldo ma non resistente all’umidità o leggero ma non comprimibile. Tutto sommato è piuttosto semplice. Più prevedete di trovarvi in condizioni severe e più avrete bisogno di queste caratteristiche, e di conseguenza aumenteranno performance e prezzo. Lineare.

Grazie tante, ma allora basta prendere il più costoso? La risposta ingenuamente è sì, se dovete scalare il Nanga Parbat, altrimenti no. Un sacco a pelo caldissimo da usare tutto l’anno è controproducente, e sudare dormendo non piace a nessuno, soprattutto dentro una cosa che non dovete lavare, d’altro canto se investite su un oggetto del genere vorreste evitare di trovarvi nella situazione di dover rinunciare a qualche gita perché il vostro sacco non è all’altezza. Per questa ragione la soluzione, come spesso accade, sta nel mezzo: la cosa complicata non è tanto scegliere il sacco a pelo più performante e aggressivo, ma è scegliere il sacco a pelo più performante nel più vasto numero di situazioni plausibili. Ripetete: più performante nel più vasto numero di situazioni plausibili: plausibili. 

Un fotogramma del film “The Last Hill” prodotto da Patagonia: Nick Russel fa lo sciamano col suo sacco a pelo su un sasso delle Alabama Hills.
Un fotogramma del film “The Last Hill” prodotto da Patagonia: Nick Russel fa lo sciamano col suo sacco a pelo su un sasso delle Alabama Hills.
  1. Impatto

Noi di Ercole teniamo all’impatto ambientale. E ogni volta che vendiamo un prodotto poco sostenibile perché non esiste ancora un’alternativa valida ci piange un po’ il cuore. E i sacchi a pelo, purtroppo, sono uno di quei prodotti. E quindi? E quindi visto che non c’è un’alternativa quanto meno sforziamoci di giustificare quell’acquisto riducendone l’impatto il più possibile, e non comprando tanto per fare.

Esistono due grandi famiglie di sacchi a pelo. Quelli sintetici e quelli in piuma. I primi a fine vita rilasceranno microplastiche negli oceani e sui terreni, per i secondi bisogna spennare delle oche. Ognuno di noi ha una sensibilità diversa in proposito, ciononostante, la cosa più ragionevole da dire è che per quanto possa non importarci, niente è gratuito.

Un sacco a pelo è un oggetto potenzialmente eterno, il nostro consiglio è di acquistarlo, trattarlo con tutti i crismi del caso, e ripensarci fra trent’anni.

Andrea Ercole, proprietario e direttore di Ercole Tempo Libero, usa ancora lo stesso sacco a pelo che aveva acquistato quasi trent’anni fa, come ricorda lui stesso: «Siamo stati nello Shivling, montagna indiana nel Garhwal, alle sorgenti del Gange. Quasi 30 anni fa. Per la spedizione abbiamo acquistato due sacchi a pelo dell’azienda Lumaca, all’epoca si costruivano ancora in Italia. Un sacco interno che usavamo per le quote basse, un sacco più pesante per le quote intermedie, e insieme, uno dentro l’altro, per le alte quote. E ancora li uso…»

  1. Sintetico o piuma

Eterno dilemma. Scegliere non è immediato, ma le caratteristiche a favore o contro sono piuttosto semplici: il sintetico costa meno, è più resiste all’acqua e all’umidità, si deteriora meno facilmente, in rapporto al peso è molto meno caldo della piuma; la piuma è più delicata (ma è sufficiente evitare di farne un uso sciatto), è più costosa, è estremamente più leggera, è estremamente più comprimibile, è estremamente più calda. Di che materiale sono i sacchi a pelo che usano nelle spedizioni? Domanda sbagliata, a meno che voi non dobbiate andare in Pakistan non ha senso fare paragoni con situazioni estreme. Comunque sono in piuma.

  1. Peso, comprimibilità

Se vi interessa più il peso o la comprimibilità è questione di gusti e necessità. Ciononostante, le due cose tendono ad andare abbastanza di pari passo. I sacchi a pelo caldi sono grandi, non c’è niente da fare. Ma alcuni sono molto più grandi di altri. Vedete voi cosa vi serve fare.

Silke Koester si fa un sonnellino nel suo sacco Sea to Summit al campo di atletica della Placer High School di Auburn, all’arrivo di Western States 100, dopo 23 ore e 6 minuti di gara.
Silke Koester si fa un sonnellino nel suo sacco Sea to Summit al campo di atletica della Placer High School di Auburn, all’arrivo di Western States 100, dopo 23 ore e 6 minuti di gara.

  1. Come scegliere la temperatura

Avete bisogno di un sacco per bivaccare al coperto sui 2000 metri in inverno. Ok. Ma come si traduce in termini di gradi questa situazione? Questa cosa non è semplicissima ed è determinata da diversi fattori. Un sacco a pelo tendenzialmente presenta tre temperature: una di comfort, una limite e una estrema (o simili, dipende dai marchi). Il nostro consiglio è quello di tenere come riferimento la temperatura limite, che significa che se siete persone sane senza eccessivi problemi di vascolarizzazione degli arti, riuscite a dormire a quella temperatura tranquillamente senza svegliarvi per sei ore. Queste tre temperature sono calcolate dormendo nel sacco a pelo nudi, situazione abbastanza improbabile, per cui considerate che con dell’abbigliamento intimo (in pile, in Capilene, o in lana merino) quella temperatura si abbassa anche di circa 5 gradi.

Un’indicazione della temperatura di un Sea to Summit Spark I
Un’indicazione della temperatura di un Sea to Summit Spark I

Se siete donne avrete bisogno di un sacco a pelo più caldo. Ci dispiace, ma è così: biologia. In termini pratici questo si traduce in modo piuttosto semplice: la temperatura “comfort” del sacco per una donna equivale alla temperatura “limite”.

Esistono sacchi a pelo ottimi non solo per dormire
Esistono sacchi a pelo ottimi non solo per dormire

Inoltre, alla temperatura del sacco potreste aggiungere un sacco bivacco sopra, o un sacco lenzuolo termico al suo interno in grado di aumentarne la capacità di isolamento. Tutto chiaro?

Insomma, se dovete bivaccare al Fraccaroli a febbraio (anche se vi ricordiamo che non si può), un sacco a pelo con temperatura limite tra i -9 e i -13, vestendovi con un minimo di accortezza sotto, è quello che fa al caso vostro.

Per questo genere di situazione vi consiglieremmo uno Spark III (prodotto dall’azienda americana Sea to Summit, non conosciutissima in Europa ma capace di competere con i migliori marchi tedeschi), e il Vaude Rotstein 700 dwn (che nonostante il nome è verde).

Ma di questo ve ne parleremo meglio altrove la settimana prossima.

Siamo stati utili? Se avete dubbi passate in negozio e fate due chiacchiere col nostro team. Ci vediamo nei bivacchi del Lagorai quest’estate.

Manutenzione del camper

Chi acquista un camper solitamente ne ha anche grande cura, spesso si recuperano i prodotti di casa invece ci sono in commercio prodotti dedicati, specifici per le sue superfici e per la manutenzione dei serbatoi.

Con questo articolo vogliamo lasciare una breve panoramica che presenti, a grandi linee, i vari prodotti.

PULIZIA_camper

Partiamo dall’interno del mezzo, non c’é nulla di più comodo di un pulitore multiuso e allora che sia super concentrato e ad alto potere detergente utile per la pulizia di tutte le superfici lavabili come plastica, acciaio inox, laminato e cromature, meglio se indicato anche per sgrassare vetri e superfici dure senza lasciare aloni.

In bagno consigliamo un prodotto disincrostante specifico che consente la pulizia e l’igiene profonda, indicato per eliminare ogni incrostazione profumando gradevolmente.
Per il wc un liquido sanitario fluido per la pulizia della tazza e della valvola di scarico garantiscono igiene e costante manutenzione ordinaria è bene sceglierlo per evitare la formazione di batteri e lubrificare le guarnizioni della toilette.
Non dimentichiamo che la carta igienica deve essere quella per i WC chimici e fissi indicata per evitare le ostruzioni e facilitare lo svuotamento del serbatoio di scarico.

Per prevenire gli odori derivanti dai depositi di grassi e aiutare la manutenzione del serbatoio di scarico e delle tubazioni è necessario utilizzare un prodotto altamente efficace specifico per serbatoi delle acque grigie, ancor meglio se rilascia un profumo fresco che sa pulito.
Passiamo ora alle acque grigie dove va utilizzato con regolarità un prodotto sanificante che permette il trattamento periodico di pulizia e sanitizzazione evitando così il proliferare dei cattivi odori, fermentazioni, muffe, funghi ed alghe.

Infine passiamo alla pulizia dell’esterno del camper dove consigliamo un detergente specifico che pulisce, lucida e protegge efficacemente tutte le superfici metalliche come acciaio, alluminio, rame e ottone senza intaccare ceramiche e plastica magari ci si può accertare che svolga anche un’azione repellente contro polvere e acqua.

Inutile dire che un’ottimale manutenzione del camper è tutta a vantaggio di chi lo vive ma permette anche di mantenere alto il suo valore in caso di vendita futura.

Per saperne di più sui vari prodotti specifici per la manutenzione e la cura del camper visita la nostra pagina e per qualsiasi informazione scrivi a info@ercoletempolibero.it.

 

Tenda e scarponi, un trekking in Sicilia

Marco del reparto CAMPEGGIO ci propone un trekking sulla Magna via Francigena con tenda in spalla, un percorso realizzato da pochi anni  per promuovere “il turismo lento” in Sicilia.

percorso“L’itinerario, da Palermo a Agrigento, è lungo 180 chilometri, e si può dividere comodamente in 9 tappe.
Questo trekking è ideale tutto l’anno (in estate sarà un po’ caldo), in inverno ho trovato un clima primaverile con giornate tra i 17-20 gradi! Sembrava il paradiso 🙂

Ho esplorato zone della Sicilia interna che non conoscevo, camminato per chilometri in mezzo al nulla circondato da campi e prati fioriti, coccolato dal sole e dal vento. Il tempo non era più scandito dalle lancette dell’orologio… Tutto torna ad essere più lento: sembra di vivere in un mondo passato, quasi fantastico, lontano dal caos del XXI secolo. Il suono dei passi sui sassi o sull’asfalto, il respiro reso più o meno affannoso dalla pendenza del sentiero, la cadenza di una canzone sussurrata a mezza voce diventano i ritmi che scandiscono lo scorrere lento del tempo.

Sono passato tra antiche città come Corleone e Sutera dove si respira un’aria d’altri tempi, fra antichi palazzi nobiliari, alte case schiacciate tra loro, e nelle viuzze il profumo dei dolci appena sfornati.

Fiori ad AgrigentoL’arrivo a Agrigento è stato davvero emozionate.
Dall’alto della città si vedeva il mare, e una visita alla Valle dei Templi non poteva certo mancare.

Per compiere un’esperienza di questo tipo sono varie le possibilità per dormire: b&b, ostelli, ospitalità in famiglia o tenda.
Io ho alternato giorni in tenda per prediligere il contatto con la natura e giorni in ostello per darmi la possibilità di conoscere persone fantastiche.

Perché dormire in tenda?
La risposta è in una sola parola: Libertà,  puoi fermarti dove vuoi, ammiri dei cieli stellati stupendi, e ti senti un tutt’uno con la natura che ti circonda.
Optando per tende da trekking come ad esempio quelle di MSR (come ho fatto io) il peso e l’ingombro da portarsi appresso sono davvero relativi e l’esperienza risulterà ancora più emozionante.
Le tende per il trekking si montano molto facilmente e sopportano anche condizioni metereologiche avverse.
Dotate di zanzariere e areazioni sono ideali anche in estate ed in ambienti umidi.

tabella piastrellaPer i più timorosi è bene sapere che il percorso è segnato da simboli bianco-rossi, tabelle e piastrelle con il logo del Cammino quindi perdersi è impossibile!
Sul cammino si incontrano altri viaggiatori che spesso si trasformano in compagni di viaggio, a volte in veri e propri amici.

Il mio viaggio in Sicilia è durato 2 settimane, mi sono sentito subito a casa grazie all’ospitalità dei siciliani, persone amichevoli e disponibili che non mancano mai di dimostrare il viscerale amore per la loro splendida terra.

Cosa ho imparato?
Al ritorno da ogni viaggio mi porto sempre a casa, oltre ai ricordi, un bagaglio di esperienza e di nuove competenze, questa volta ho imparato a fare il bucato! 😀

Come mi sono organizzato?
Si viaggia solo con lo zaino quindi bisogna avere tutto il necessario e niente di più, le scelte devono rivelarsi tutte vincenti, per questo già dagli scarponi o dalle scarpe da trekking bisogna avvalersi di prodotti altamente performanti, io ho usato le Speedgoat di Hoka, ottime anche con fango e pioggia perché progettate per affrontare ogni tipo di percorso durante la corsa fuoristrada.
Queste però le ho sempre indossate, come un paio di calzini, mutande, t-shirt, pantalone lungo e un pile.
Nello zaino c’era un cambio per tutti questi indumenti e in più una giacca
, la bandana un fazzoletto di cotone, il cappellino e gli occhiali da sole.

Durante il cammino si fanno molte amicizie, spesso durevoli nel tempo.
Durante il cammino si fanno molte amicizie, spesso durevoli nel tempo.

Per l’igiene quotidiana: dentifricio e spazzolino, un asciugamano in microfibra ed adesso sicuramente l’igienizzante.

Per il pernottamento è meglio preferire un sacco a pelo che pesi 1 kg al massimo, il materassino gonfiabile per me è indispensabile ed io consiglio il modello Air Lite di Ferrino che pesa 400g ed è molto comodo!

Per mangiare servono:
Tazza, posate, pentola, fornellino da trekkingaccendino, cartuccia del gas e borracce che consiglio in acciaio per il mantenimento della temperatura.

Inoltre non deve mancare:
Un kit pronto soccorso, la fotocamera, un libro, il power bank e ovviamente la tenda, meglio se a due posti e leggerissima.

Quanto deve pesare lo zaino?
Consiglio di non superare gli 8/10 kg con il cibo, calcolando che sarà poi da aggiungere il peso della tenda, del materassino solitamente posti fuori.

A mio avviso la cosa più importante che può essere posta anche in fondo allo zaino e che fortunatamente non pesa nulla ma al contrario alleggerisce è la voglia d’avventura! 🙂

Buon Cammino!”

Marco

Via Francigena in bicicletta

Dalla scelta di un cliente di percorrere la Via Francigena in bicicletta abbiamo pensato di riportare qui il percorso organizzativo che abbiamo delineato insieme a lui.

Si tratta di un tracciato di 1.000 chilometri, che parte dal San Bernardo con arrivo a Roma e permette di attraversare buona parte dell’Italia, il percorso è diviso in tappe e segnato con fascette adesive e frecce dedicate ai cicloturisti.

Questo tipo di esperienza offre la possibilità di conoscere molte persone e condividere con loro l’intera esperienza o alcuni tratti.

pacchetto tenda + sacco letto + materassino
Spazi adeguati e comodità con il minimo peso ed ingombro da chiusi, questo è un esempio di kit perfetto per il cicloturista.

Il viaggio può durare mediamente una ventina di giorni, non si tratta quindi di un percorso breve e tutto il necessario deve stare sulla bici!
Partendo da questo inizieremmo col caricare una tendina, un saccoletto e un materassino particolarmente leggeri e minimamente ingombranti, lungo il percorso non mancano gli ostelli ma è bene poter scegliere di pernottare anche in campeggio.

Il set pranzo adeguato ti garantisce pasti sani con un minimo ingombro.
Il set pranzo adeguato ti garantisce pasti sani con un minimo ingombro.
Tutto il necessario per mangiare in viaggio pronto per essere riposto.
Tutto il necessario per mangiare in viaggio pronto per essere riposto.

Per i pasti poi basteranno una piccola pentola, noi ne proponiamo una versione molto compatta e leggerissima con pure lo scolapasta integrato al coperchio) e un kit per niente ingombrante composto di posate (ovviamente 3 in una), due contenitori, un bicchiere in silicone ed un fornellino con la relativa cartuccia di gas per garantirsi un pasto caldo e genuino senza dover vivere di panini per 20 giorni.
La disidratazione (soprattutto nei mesi più caldi) va contrastata per questo è bene avere a disposizione una o più borracce leggere o lo zainetto porta acqua che una volta indossato mette a disposizione l’acqua in ogni momento del viaggio, anche quando è particolarmente impegnativo.

giacca-da-uomo-houdini-navy-blue-wpaintbrush-redOvviamente si viaggia con il bello e con il brutto tempo  quindi l’abbigliamento deve essere adeguato, ovviamente poco ingombrante, ma performante e soprattutto lavabile con facilità e che si asciughi molto velocemente, non dovranno mancare:
– le maglie tecniche, aderenti, traspiranti e leggere
– i pantaloncini imbottiti e aderenti da ciclismo
– i pantaloncini che possono contenere quelli da ciclismo, esteticamente adatti anche per una visita in città
– la giacca anti vento, leggera e comprimibile ma soprattutto con un altissimo grado di traspirazione.
– il guscio in caso di pioggia o forte vento
– un cappellino sempre leggero e traspirante inoltre dà la possibilità di proteggere anche il collo dal sole e le punture di insetti
calzini adeguati, quindi leggeri e traspiranti per evitare il surriscaldamento del piede durante l’attività fisica
Inoltre è indispensabile avere a disposizione un poncho antipioggia specifico che protegga il ciclista, lo zaino e tutto il carico in caso di maltempo.

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Infine ci dedichiamo alla cura della persona inserendo asciugamani in microfibra di varie dimensioni, detergenti e un kit di pronto soccorso, per la bicicletta invece ricordiamo di partire con una camera d’aria ed un copertone di riserva, le pezze adesive, un set di gonfiaggio rapido e un set levagomme.

Ai più raffinati suggeriamo di prendere in considerazione la protezione per la catena, necessaria per non sporcare i pantaloni lunghi.

Per contenere il tutto consigliamo borse per bicicletta e zaini dedicati come le borse laterali e quella per manubrio.
Chiaramente poi ci si potrebbe sbizzarrire tra piccoli accessori per la bicicletta, per il ciclista o per la tecnologia che si porterà appresso ma per questi lasciamo che la fantasia si sfoghi in autonomia.

Vacanze in tenda per la famiglia

Clara e Andrea hanno deciso di far le loro prossime vacanze in tenda, più in contatto con la natura.

Ad aprile hanno noleggiato il camper per portare le loro bambine all’acquario di Genova e sono rientrate entusiaste di tale esperienza.
Hanno tutti vissuto con entusiasmo il contatto con la natura e il senso di cameratismo che si assapora stando in campeggio così sabato sono tornati in negozio a trovarci.

Stabilito che i tempi sono troppo brevi per acquistare un camper hanno scelto  di dirottare la loro scelta sulla tenda.

Hanno valutato i pro e i contro di molti modelli con il collega del reparto TENDE che ha sottolineato l’importanza di scegliere un prodotto di qualità per non incorrere in spiacevoli imprevisti come le infiltrazioni di acqua, i problemi causati dal vento e quelli dati da una cattiva areazione.
meteora4Fra pochi giorni partiranno per il mare ma non escludono che in futuro trascorreranno anche qualche fine settimana in montagna, la scelta finale quindi è stata la Meteora 4 di Ferrino, per l’ottimo rapporto qualità/prezzo.
Questa tenda è dotata di tutti i comfort, ha il catino integrato, le zanzariere a porta e finestre ed una spaziosa zona giorno.
Hanno poi scelto di aggiungere la veranda opzionale per concedersi anche bei momenti fuori dalla loro nuova tenda.

L’addetto ha consigliato loro di avere a portata di mano un po’ di corda in più e picchetti per sicurezza, inoltre ha elencato il materiale che è necessario avere:

  • Il martello;
  • Una prolunga e adattatori per collegarsi all’alimentazione del campeggio;
  • Torce, sia grande per la tenda che più piccole in caso di spostamenti notturni;
  • Un telone da mettere sotto la tenda per isolarla dal terreno (facendo i dovuti accorgimenti perché non si trasformi in una vasca in caso di pioggia;
  • Una stuoia da porre all’interno della tenda.

Per una vacanza comoda ma senza il bisogno di acquistare anche un carrello appendice (che volendo comunque vendiamo!) Clara e Andrea hanno valutato con l’addetta del reparto CAMPEGGIO una serie di prodotti davvero indispensabili quali:

carrello-pieghevole-cargo-crossParlando poi di carrelli Andrea si è voluto fare un regalo ed ha acquistato un cargo per trasportare figlie o giochi da mare, le bambine sono sembrate molto entusiaste!
Clara è rimasta a lungo a girovagare tra le amache finché non ne ha messa nel carrello una, già si vedeva sotto gli alberi abbracciata alla piccola Martina mentre faceva il sonnellino…
Nel frattempo Ilaria si innamorava di tutte le borracce sullo scaffale, fino a trovare quella a cui ha subito dato un nome, così anche “la borraccia Kitty” è andata a casa con loro.
passeggino-rocket-tech-mouse-t60Prima di arrivare in cassa la famiglia ha fatto una sosta al reparto NEONATO dove si è rivelato necessario, per Martina, un passeggino ultra leggero  la scelta è caduta sul passeggino Rocket Tech di Jané, leggero e molto compatto da chiuso ma di ottima fattura perché Martina non è più così leggera, un passeggino perfetto per le vacanze ma anche quando, in futuro, si sposteranno con l’automobile piccola.

Dopo qualche considerazione con la collega hanno preferito munirsi di vari repellenti per le zanzare nati per i più piccoli e perfetti per tutta la famiglia, di una comoda vasca gonfiabile per il bagnetto della più piccola e di 2 braccialetti di sicurezza perché la permanenza in campeggio non provochi inutili preoccupazioni ai genitori e permettano soprattutto a Martina di muoversi liberamente assaggiando un po’ di indipendenza.

È proprio nel reparto prima infanzia che mamma e papà hanno trovato anche un pensierino per la piccola Ilaria, uno splendido set da spiaggia super colorato che di certo si godrà insieme a loro e alla sorella maggiore.

Sarà una bella avventura, soprattutto per chi a 7 anni inizierà a gustare l’indipendenza (tipica della vita all’aperto).

Andare in tenda con una bimba di nemmeno un anno richiede buona organizzazione e spirito di avventura ma i nostri clienti sono così, sempre propositivi ed entusiasti e siamo certi che quando torneranno a trovarci avranno belle storie da raccontarci.