Avvicinarsi al mondo del SUP

Avvicinarsi al SUP (Stand Up Paddle)

IL SUP RACCONTATO DA CHI LO HA SCOPERTO PER CASO

Non sapevo cosa fosse un SUP, ci sono salita quasi per caso e con un po’ di timore durante una prova organizzata dal negozio.
Mi hanno agevolata le acque calme della location e le poche ma fondamentali indicazioni di Erika Barausse che mi ha permesso subito di sentirmi sicura e in equilibrio fin da subito sulla tavola.

È immediatamente scattato qualcosa che all’inizio credevo fosse solo curiosità così ho deciso di togliermela noleggiando una tavola per il fine settimana, non contenta l’ho noleggiata per la settimana di ferie ed infine non ho resistito alla tentazione di acquistare un SUP tutto mio.

Da quel giorno la mia palestra, il mio yoga, la mia farmacia sono il mare. Ci ha guadagnato la muscolatura, la testa, l’abbronzatura e soprattutto l’umore.

Tutto questo accade puntualmente effettuando pochissime mosse che ora descriverò per chi, come me allora, non sa nulla del SUP e pensa che sia uno sport troppo difficile.

Arrivo al mare la mattina (qualche volta al lago o al fiume) scarico lo zaino che contiene tutto quello che mi serve e mi dirigo verso il mare, se devo fare un po’ di strada per raggiungere la spiaggia il peso dello zaino non grava sulla schiena.

 


Apri le foto per leggere le descrizioni

A questo punto a seconda del tempo, dalla marea e della mia ispirazione decido se trascorrere ore in serenità e riposo (magari in compagnia dato che ho scelto un SUP in cui si può stare comodamente in due) o se sfidare le onde o solo me stessa percorrendo qualche chilometro, sempre nel rispetto della mia forma fisica e della voglia.

Al ritorno in 5 minuti è di nuovo tutto nello zaino, se ho fatto in tempo ad asciugare il SUP sono a posto fino alla prossima uscita se invece non c’é stato il tempo a casa dovrò aprirlo, nessun altro onere!

Come neofita ho molto apprezzato la comodità del paddle gonfiabile, a tal proposito bisogna dire che scegliendo un discreto prodotto ci si avvicina ormai tanto alle ottime caratteristiche dei SUP rigidi, ho una piccola utilitaria e contenere tutto in uno zaino mi permette di non dover mai rinunciare alla possibilità di fare qualche pagaiata.un giro in compagnia

Altri amici si sono avvicinati a questo sport provando il mio ed è bello uscire in compagnia, siamo tutti appassionati con competenze di base che ci permettono di divertirci, stare bene e fare anche un po’ di movimento.

Se non si decide di intraprendere una carriera agonistica non servono particolari competenze o una grande preparazione fisica per iniziare, io ad esempio ho imparato “l’equilibrio” col SUP ed ora sono letteralmente incollata alla tavola, spesso decido di scendere per rinfrescarmi perché non cado mai in acqua!
In quelle occasioni magari percorro delle tratte a nuoto tanto grazie al leash il SUP e tutto quello che c’é sopra (in una sacca impermeabile posso avere gli abiti, le chiavi della macchina, lo smartphone, la crema solare) vengono con me.

usi-alternativiDopo un bel giro in acqua, se il terreno non rischia di rovinare la tavola io lo utilizzo per prendere il sole, magari sollevata dalla sabbia o come piano sul quale mangiare, in famiglia qualcuno ne fa anche usi più alternativi…
Non rinuncio al SUP nemmeno in autunno e in primavera, con una muta adeguata esco in ogni stagione dell’anno e posso apprezzare la pace del mare, del fiume o del lago fuori stagione ed il suo panorama mozzafiato.”

Se vuoi saperne qualcosa di più puoi, soprattutto dei modelli e delle diverse caratteristiche puoi rivolgerti a Paolo del reparto nautica scrivendogli una mail.